Gli impianti dentali in odontotecnica sono oggetti di materiale biocompatibile (viti, rame, aghi) o di materiale biologico (impianti biologici: denti o germi dentari). 

 

Vengono inseriti in corrispondenza del punto in cui sono venuti a mancare i denti naturali per effetto di carie, rottura traumatica o estrazione.

 

Impianti in materiale biocompatibile

 

Gli impianti dentali di materiale biocompatibile sono quelli maggiormente usati e consistono in lamine, aghi o viti in metallo inossidabile. 

 

Questi elementi vengono inseriti nell’osso della mascella e della mandibola, in apposita sede praticata dal dentista, allo scopo di fungere da perno portante per protesi dentarie. 

 

Entro breve tempo la base dell’impianto viene inglobata nel contesto del tessuto. 


A lungo termine tende però ad allentarsi per le continue sollecitazioni meccaniche della masticazione e quindi a mobilizzarsi.

 

Con il progressivo perfezionamento della tecnica e con l’introduzione di nuovi materiali, si è conseguito un deciso miglioramento nell’affidabilità degli impianti. 

 

Che restano comunque una soluzione da valutare direttamente con il dentista, soprattutto in alcuni casi particolari, in relazione alla compromissione delle difese dell’organismo. 


Come ad esempio diabete mellito, cardiopatie, tumori, malattie emorragiche, malattie del tessuto osseo, eccetera.

 

Impianti dentali biologici

 

Gli impianti biologici invece consistono fondamentalmente nel reimpianto di elementi dentari provenienti dallo stesso soggetto (cd. trapianti autologhi), che sono andati incontro ad asportazione dalla loro sede. 


Cosa che solitamente avviene per causa accidentale. 

 

Per esempio traumi, lussazione del dente durante l’estrazione di un elemento contiguo) o intenzionale. 


Quest’ultimo caso avviene se il dentista tenti di accedere a una sede impraticabile o di rimediare alla rottura di uno strumento nel canale radicolare.

 

Nel caso di avulsione traumatica, il dente deve essere impiantato sempre che sia, nel minor tempo possibile e comunque entro e non oltre pochi giorni. 

 

Una volta impiantato il dente, viene fissato temporaneamente con legature metalliche o ferule, da mantenere per un periodo variabile da pochi giorni a 3-4 settimane.

 

Il risultato dell’impianto dentale biologico è generalmente buono quando praticato intenzionalmente. 


Mentre nel caso degli impianti successivi ad eventi traumatici coincide inevitabilmente con il riassorbimento delle radici e la perdita definitiva del dente entro 1-5 anni.

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